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Aprono il corteo i carri trainati dai buoi chiamati traccas ornati con tappeti, fiori e utensili. Seguono i gruppi folcloristici provenienti dalle otto Province sarde, i cavalieri e i miliziani, sfilano poi il terzo guardiano, detto Alternos (che in origine rappresentava il Viceré) e la Guardiania. Il cocchio dorato con la statua di Sant'Efisio è preceduto dai componenti della Confraternita in abito penitenziale. Il suono delle launeddas accompagna il lento e cadenzato cammino del Santo sui petali di rose sparsi al suolo nella caratteristica ramadura. Dopo la processione cittadina, nel primo pomeriggio,
il corteo lascia la città e gli abiti della festa per indossare
quelli più umili della campagna e attraversare Giorgino, Capoterra,
Sarroch, Villa San Pietro, Pula e finalmente Nora dove è atteso
da una folla festante di devoti che lo accolgono cantando i goccius
della tradizione. Giunto a Nora il simulacro del Santo rimane esposto
alla devozione dei fedeli nella chiesetta sulla spiaggia, dove hanno
luogo numerose celebrazioni. Il 3 maggio sant'Efisio viene trasportato
in processione lungo la spiaggia di Nora a rivisitare i luoghi del suo
martirio. Il 4 maggio, infine, il cocchio con il simulacro riprende
la strada del rientro verso Cagliari, ripercorrendo a ritroso le stesse
tappe del viaggio d'andata. A Giorgino indossa nuovamente le ricche
vesti della festa. Il corteo, che alla luce delle fiaccole arriva in
città a sera inoltrata. |
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