La
penisola del Sinis nel comune di Cabras, alle porte di
Oristano,
una pianura circondata da stagni e colline digradanti su spiagge splendide,
qui la prima domenica di settembre si svolge una delle manifestazioni
più antiche e sentite della Sardegna: la Corsa degli Scalzi in
onore di San Salvatore.
Nelle ultime settimane d'agosto, un gruppo di donne vestite del tipico
costume di Cabras e a piedi nudi, porta in processione il simulacro
del Santo dalla chiesa Maggiore di Cabras al Santuario di San Salvatore,
dando inizio alla novena del Santo.
La prima domenica di settembre centinaia di giovani vestiti con il saio
bianco dei penitenti, scalzi, portano il Santo in spalla fino al villaggio
di San Salvatore di Sinis. Una "muda" composta da due giovani
corridori tiene la portantina col simulacro che nessuno dovrà
superare. Ogni cento metri si danno il cambio gridando "Viva Santu
Srabadoi" (San Salvatore).
Il medesimo rituale si svolge la domenica successiva da San Salvatore
a Cabras dove inizia la processione che si conclude sul sagrato della
chiesa di Santa Maria Assunta.
La "corsa degli scalzi" ricorda il salvataggio dell'antica
statua avvenuto nel Cinquecento a seguito di un'attacco di pirati saraceni.
In serata si festeggia con anguille, muggini arrosto e vernaccia per
tutti.